Ivana Agrimi


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Biografia

Ivana Agrimi, donna pugliese trapiantata, non senza iniziali sofferenze, come gli ulivi della sua terra, in Lombardia, ha avuto il dono di un prezioso talento che le ha consentito di proiettare nel mondo della materia, attraverso la scrittura di una poesia, il dipinto di una tela, la manipolazione di una creta, immagini elaborate da una fertile fantasia.

Lo spirito soffia dove e quando vuole, ma non si dirige mai invano ed ha trovato in Ivana terreno fecondo per un vigoroso germogliare di idee, di sensazioni, di emozioni. Come nella parabola, Ivana ha fatto fruttare il propio talento ed ha iniziato ben presto la sua avventura artistica componendo poesie ingenue, forse, ma mai banali, piccoli ritratti del suo universo d' affetti, quasi una sorta di diario in cui serbare i ricordi di una vita riflessa nei valori della famiglia e delle amicizie.

Dal versante poetico Ivana è poi trascorsa, in tutta naturalezza, agli approcci con la pittura senza essere sostenuta da cultura di scuole, ma dalla forza di un appassionato desiderio di apprendere le tecniche del disegno ed il linguaggio dei colori dedicandosi ad un assiduo discepolato di un antico maestro che l' ha guidata nei percorsi dell' espressione figurativa, lavorando
en plein air per farle decifrare il messaggio vibrante della luce, e l' ha accompagnata nel cammino della crescita sino al momento di un doloroso distacco.

E così Ivana s' è fatta adulta all' arte e, da sola, sempre più consapevole della responsabilità di ben gestire il dono del talento, ha inteso attraversare altri terreni della pittura avvertendo una particolare inclinazione all' astrattismo che ha sviluppato con viva curiosità di conoscenza impegnandosi nella lettura delle biuografie degli artisti del novecento che a tale corrente hanno dato lustro, non per mera emulazione delle loro opere, ma per comprendere le radici delle loro ispirazioni ed avviarsi così ad una personale esperienza sorretta da un' istintiva capacità di elaborare suggestive figure iconiche descritte da una ricca tavolozza di colori: dalla solarità dei rossi, dei gialli e degli arancione, alla' algida luminescienza dei verdi, dalla cupezza del nero squarciata da speranze di azzurro, alla malinconia dei grigi.

Ma le parole non sono più adeguate a descrivere l' essenza di un artista, semplice e candida eppure tenace e volitiva, ostinata, persino, nella sua ricerca gioiosamente travagliata dell' originalità del segno nella materialità dei colori, dell' accostamento di pure forme cui, con armonica ( apparente ) casualità, si insinuano tenui ricordi della sua originaria esperienza figurativa di cui ora si avvale per i suoi lavori plasmati nella creta: bisogna infatti incontrarla Ivana, insieme alle sue tele ed alle sue sculture, le sue creature ( le sente propio così, come componenti della sua già bella famiglia ) per gustare, nel laboratorio dal sapore di
bohème, che condivide in sodalizio con altre amiche accomunate dal gusto del bello, e per meglio comprendere, i sentimenti di una persona che ama calcare la terra a piedi nudi, correre nella campagna di Puglia urlando del piacere di esistere, nell' aria profumata dai colori delle vigne d' autunno.


Minotti Gianfranco

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